"Vaschetta? No grazie!" Maestri macellai Andriesi - "Vaschetta? No grazie!" Barletta Andria Trani - "Vaschetta? No grazie!" Andria

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"Vaschetta? No grazie!"


"Vaschetta? No grazie!" maestri macellai andriesi
L’iniziativa “Vaschetta? No, grazie!” si incentra sul più ampio argomento della riduzione dei rifiuti.

"Nell’ultimo periodo sempre più si parla di rifiuti -,sottolinea il Presidente della 3^ Consulta - Dr. Angelo Frisardi-  del loro trattamento, della loro differenziazione, della loro destinazione; tuttavia, spesso, si tralascia di affrontare la problematica a monte.

In Italia produciamo mediamente 325 kg di rifiuti a testa; ma, ancora, è clamorosa la grande differenza del consumo procapite di rifiuti tra nord e sud:
195 kg nel Nord-Ovest, 226 kg. nel Nord-Est, 400 kg, nel Sud.
Si consideri che la media europea si attesta intorno a 230 kg procapite.

L’iniziativa, quindi, si è sviluppata trattando il tema “rifiuti” con un atteggiamento assolutamente nuovo, concentrandosi sul comportamento delle persone, prima ancora che sull’efficienza delle strutture e delle politiche di trattamento dei rifiuti, ponendosi come obiettivo quello di stimolare “PROCESSI A MONTE” DI RIDUZIONE DEL RIFIUTO, con particolare riferimento agli IMBALLAGGI.

Per questo si è operato, con fini educativi, nell’incoraggiare stili di vita più sobri, volti all’eliminazione degli sprechi, del cattivo uso dei materiali o del loro consumo inutile, a beneficio di un uso migliore delle risorse e di una maggiore consapevolezza nell’uso delle energie e nel rispetto dell’ambiente.

Per rendere più incisivo il messaggio educativo, per permettere a ciascuno di valutarne costantemente e quotidianamente l’efficacia della riduzione dei rifiuti, per evitare che il messaggio divenisse dispersivo, tutta la campagna di sensibilizzazione è stata visivamente incentrata su un prodotto specifico, di largo consumo e il cui utilizzo è facilmente sostituibile con altre forme di imballaggio: LA VASCHETTA IN POLISTIROLO.

Già a febbraio, in un incontro di presentazione alla città e alle associazioni cittadine dell’iniziativa, abbiamo illustrato i danni che derivano dal processo di produzione del polistirolo, cui fa da contro un uso indiscriminato dello stesso materiale, con il riversamento nell’ambiente di enormi quantità di polistirolo, ingombrante, non biodegradabile e tossico, se sottoposto a combustione.

Nel mese di aprile si è proceduto, su iniziativa della Terza Consulta, alla Sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa, tra la Terza Consulta Comunale, le associazioni andriesi (circa 30), singoli operatori commerciali e il Comune di Andria, negli Assessorati all’Ambiente e allo Sviluppo Economico, che ha impegnato ciascuno dei sottoscrittori a fornire il proprio contributo al fine di far recepire il messaggio dell’iniziativa “Vaschetta? No, grazie!”; si è trattato di un fondamentale punto di partenza ma, anche, di un importante momento di condivisione e di pubblico dibattito stimolato dalle associazione per lo stesso tramite della Terza Consulta, che ha cercato di far sintesi delle proposte pervenute.

A seguire la distribuzione del materiale informativo (locandine e brochures) con la collaborazione delle associazione e dei soggetti sottoscrittori del Protocollo e, nel mese di maggio, l’impegno assunto dall’Assessorato all’Ambiente, in collaborazione con la Manutencoop di Andria, di avviare la “differenziazione del polistirolo” nei contenitori BLU, già utilizzati per l’alluminio e la plastica.

Nel rispetto dell’impegno che codesta Consulta ha assunto -
prosegue i Presidente della 3^ Consulta - Dr. Angelo Frisardi - in continuità dell’azione informativa avviata, si è data l’avvio ad uno spot simbolo che, sul gioco della parodia, colpendo l’attenzione con immagini di vissuto quotidiano, vuole essere il punto di inizio per stimolare un nuovo comportamento in materia di trattamento dei rifiuti: IL MIGLIOR RIFIUTO E’ QUELLO CHE NON SI PRODUCE.

Intanto ad oggi si è già riscontrato, presso un campione di esercenti il commercio, una drastica riduzione nell’uso delle vaschette in polistirolo, che raggiunge percentuali del 50% e, in taluni casi, dell’80 e 90%.

Ovviamente, rimane ferma la necessità di allargare l’iniziativa ad altri materiali (si pensi alle bottiglie in plastica dell’acqua minerale), consci che la continua immissione nell’ambiente di rifiuti di ogni genere, che fino a 20 anni addietro raggiungevano quantità comunque trattabili e gestibili, oggi rischia di creare il collasso del sistema di raccolta dei rifiuti, soprattutto per l’insufficienza dei centri e dei siti di conferimento, con conseguenti problematiche di gestione e maggiori costi del servizio di raccolta, anche dello stesso rifiuto differenziato.

Accanto a ciò si ritiene opportuno -
conclude il dr. Angelo Frisardi- porre in essere strumenti concreti di incentivo alla raccolta differenziata da parte dei cittadini ovvero strumenti sanzionatori o maggiori oneri a carico di coloro che fanno un uso indiscriminato dei materiali o attentano all’ambiente con condotte incivili ed irrispettose della comunità".
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